Diamo VOCE alle VOCI che contano: il progetto.

vendredi 27 août 2021

Paola Brambillasca

Le misure contro il coronavirus hanno messo a dura prova le nuove generazioni in Svizzera. 

Le limitazioni della vita sociale hanno gravato in modo particolare sui giovani, perché gli incontri reali sono importanti per la formazione della loro identità.

Ma com'è possibile che la generazione più connessa della storia viva questo isolamento in maniera tanto negativa? Perché i media sociali non bastano a supplire all'assenza di contatti reali.

Le restrizioni hanno colpito particolarmente i giovani "perché cercano la compagnia più di altre fasce d'età". Il "vedere ed essere visti" nel senso di incontrarsi fisicamente, è necessario alla loro autostima. 

Con tutti i ristoranti, bar e club chiusi, i giovani erano estenuati dal non poter far nulla, e per non sentirsi in prigione hanno trovato altri posti per fare festa: i treni, dove si saliva con gli amici perché lì si poteva bere, mangiare e ci sono anche i servizi igienici.

 

Ma bar e club non sono stati gli unici luoghi chiusi in Svizzera: gli impianti sportivi e per il tempo libero sono stati sbarrati dallo scorso dicembre. 

Da novembre, anche le scuole professionali e le università hanno trasferito il loro insegnamento nello spazio virtuale. 

Le attività sportive e culturali che coinvolgevano più di 5 persone sono state vietate dai 16 anni in su, e i raduni di persone con più di 5 partecipanti non erano ammessi, né pubblicamente né in privato.

Le restrizioni dell'anno scorso hanno ridotto notevolmente le attività extrascolastiche e i contatti sociali, con ripercussioni negative anche sulla formazione. 

La DAD è diversa dalle lezioni in presenza, i giovani ne sono consapevoli, e al secondo anno di DAD sono aumentate a dismisura le crisi di panico.

Diversi esperti hanno lanciato l'allarme sugli effetti di questo particolare contesto:

-        L'organizzazione per l'infanzia e la gioventù, che gestisce anche una linea telefonica di assistenza, ha notato un aumento delle domande di sostegno. 

-        Le consultazioni psicologiche durante la seconda ondata, da ottobre a dicembre, sono aumentate del 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ed è fuor di dubbio che gira una pandemia di disturbi psichiatrici che potrebbe avere gravi conseguenze su un’intera generazione di ragazzi.

-        Un sondaggio realizzato in gennaio dell'istituto di ricerca svizzero Sotomo, rivela che quasi il 60% dei giovani tra i 15 e i 34 anni dice di sentirsi isolato e solo nella società, più di qualsiasi altra fascia di età, anche se va detto che il confinamento forzato ha colpito tutti.

-        Questa affermazione è confermata da uno studio dell'Università di Basilea sul disagio psicologico realizzato in novembre, durante la seconda ondata di Covid-19, su un campione di 11'000 persone. L'incidenza dei sintomi depressivi gravi durante il periodo contemplato dall'indagine è risultata del 29% tra i giovani di 14-24 anni. Il valore è doppio rispetto a quello riscontrato tra i 45-54enni (14%).

-        Nel 2020, il numero di chiamate di adolescenti ai servizi di Pro Juventute (147) e ciao.ch è aumentato in maniera esponenziale. I motivi? Stati depressivi e crisi acute. La tendenza è diventata più pronunciata durante la seconda ondata.

"Le competenze digitali sono disponibili e vengono rafforzate, ma lo scambio personale rimane ancora essenziale per lo sviluppo dei giovani", osserva Lulzana Musliu di Pro Juventute. "I giovani costruiscono la loro immagine di sé attraverso l'interazione con gli altri".

Per fortuna l’adolescenza e la prima età adulta, nella sua unicità, sono anche caratterizzate da veloci tempi di recupero e di adattamento. 

 

 

 

Con queste premesse, tra gennaio e febbraio ‘21 ho contattato il Direttore del liceo di Mendrisio Prof Martinelli, per poi confrontarmi con i Direttori delle Scuole professionali del Territorio:

-Centro professionale commerciale di Chiasso Prof Danilo Bonacina

-Centro professionale del verde di Mezzana Prof Michele Fürst

-Centro professionale sociosanitario di Mendrisio Prof Pascal Fara

-Centro professionale tecnico di Mendrisio Prof Fabio Solcà

 

Dopo aver parlato a lungo con loro che sono in contatto con i giovani 5 giorni su 7,  ho chiesto se sarebbero stati disposti ad aderire a un concorso che avrebbe coinvolto gli studenti che frequentano gli istituti superiori. 

 

Questo concorso letterario (in cui non si cerca il Dante 2.0) verterà soprattutto sulla capacità propositiva degli studenti, che dovranno spremere le meningi e tirar fuori le loro idee migliori.

 

Deve essere chiaro che non si tratterà di un semplice racconto romanzato, ma di un lavoro ragionato su uno o più desideri (personali o a beneficio di terzi) pensati prima della pandemia, e su come intendono attuarli dopo la pandemia (sogni da concretizzare). 

 

Penso che proporre agli studenti una riflessione con misure concrete possa effettivamente dare valore aggiunto:

·       a loro, quali ideatori/promotori, 

·       alle scuole, che si vedono riconosciute quale eccellenza formativa, 

·       al Rotary, quale osservatore attento del territorio 

·       al Mendrisiotto, quale culla di giovani con idee e sogni che possono diventare reali. 

 

La giuria sarà composta da uno o più imprenditori membri del Rotary (che sponsorizzano il progetto), da rappresentanti politici regionali (per le idee innovative e con potenziali ricadute nel contesto socio-economico territoriale) da giornalisti del Territorio (che speriamo pubblichino l’idea) e da professori (per la capacità di strutturare "pensieri concreti"). 

 

Al fine di spingere gli studenti a farsi coinvolgere nel progetto ho pensato a un montepremi interessante da suddividere tra i primi tre classificati.

 

Il momento pubblico di premiazione e presentazione dei risultati (aperitivo, ecc.) verrà organizzato alla Filanda.

 

Va da sé che dovrà organizzarsi per una raccolta fondie, visto che il concorso si rivolge solo alle scuole superiori del Mendrisiotto, il "regolamento" deve essere molto chiaro e giustificare il fatto che si tenga in considerazione solo una parte del Cantone. 

 

Al fine di non lasciare lo scritto fine a se stesso, sarebbe auspicabile, dove possibile, mettere in contatto lo studente con l’imprenditore al fine di provare a dare il via al progetto.

 

Andranno inoltre indicati nel regolamento quali saranno i criteri di valutazione.

Superfluo ma doveroso informarvi che i Direttori hanno aderito alla proposta con entusiasmo e mi sono messa a disposizione per recarmi presso gli istituti al fine di illustrare personalmente il progetto a docenti e studenti dopo di che, per essere 100% sicura che tutto questo sia fattibile ho parlato anche con il Sig Berger (Sig Sartori) per il Liceo e con il Sig Colombo per le scuole professionali. 

Entrambi mi hanno dato autorizzazione a procedere.

 

Per aiutare a comprendere quanto possa aiutare un progetto come questo, bisogna rammentare innanzi tutto che i nostri ragazzi non hanno avuto per molto tempo alcun modo per relazionarsi, e molti sono pieni di paure e insicurezze.

E’ di settembre 2021 l’ultimo rapporto del 143 -Telefono amico- che riporta in dettaglio nel 2021 circa 16 chiamate al giorno (erano 13 nel 2019). Il numero dei colloqui telefonici avuti con dei minori (40% in più rispetto al primo semestre del 2019, ovvero il 5,7% rispetto al 2020) e dei giovani adulti fino ai 40 anni (12,8% rispetto al primo semestre del 2019, ovvero il 2% rispetto al 2020) sono aumentati in maniera significativa. 

I giovani usualmente sono statisticamente più inclini all’uso della chat: chiedere aiuto anche al telefono suggerisce una sofferenza particolarmente significativa. 

Le molteplici testimonianze sono di giovani e adolescenti che vivono momenti difficili, innescando stati d’ansia, di autolesionismo, pensieri suicidali, perdendo il senso della vita, la mancanza della prospettiva e infine un sentimento di isolamento. C’è angoscia quando si sentono impotenti di fronte ad una emergenza. 

 

E’ evidente che agli effetti dell’isolamento sociale dovuto alla pandemia si sommano altri pensieri come la grande preoccupazione per il futuro del pianeta, la paura di non riuscire a trovare un lavoro o lo stress legato alla discriminazione o a violenze domestiche (anch’esse aumentate a dismisura durante l’ultimo anno). 

 

Molti dei nostri ragazzi hanno bisogno di esternare pensieri: chiedono di essere ascoltati e spesso hanno bisogno di scrivere per metabilizzare e capire meglio cosa hanno visssuto e come usccirne. 

Far loro esprimere le loro aspettative e i loro sogni contribuirà ad aiutarli a tornare a vivere come prima, forse con più consapevolezza di prima.

 

Abbiamo giovani di immenso valore che dubitano di loro stessi perché non hanno compreso che nella vita bisogna progredire, non essere perfetti. 

 

Aiutiamoli a farsi sentire, ascoltiamoli.

 

 

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Alle socie e ai soci del club si chiede un coinvolgimento per:

-        Sponsor /raccolta fondi

-        Nominativi (e relativo contatto) di imprenditori una volta che abbiamo in mano i testi degli studenti

Coordinate bancarie del club:

Banca dello Stato del Cantone Ticino
Rotary Club Mendrisiotto , 6850 Mendrisio 
IBAN: CH03 0076 40E7 4137 7100 4

Causale “diamo voce alle voci che contano”





Rotary Club Mendrisiotto